Un gatto aggressivo può presto sconvolgere la vita in casa. Graffi, morsi, sputi… Molti proprietari si sentono impotenti di fronte al comportamento del proprio gatto. Eppure, un gatto non attacca quasi mai senza motivo. Mama ti spiega come capire l’aggressività del tuo gatto, prevenirla e sapere quando rivolgersi a un veterinario.
Le principali cause di aggressività nei gatti
L'aggressività nei gatti è spesso segno di un senso di insicurezza o di malessere. È inoltre importante sapere che la sua intensità può variare notevolmente, da un semplice colpo di zampa a un vero e proprio attacco.
Il primo passo è capire perché si comporta in modo aggressivo. A volte i gatti ricorrono a gesti bruschi per esprimere il loro malcontento o la loro impazienza. Si tratta per lo più di segnali innocui, che si concludono rapidamente con la fuga del gatto. Tuttavia, alcuni comportamenti più intensi possono avere cause diverse:
- La paura: un rumore, qualcosa di sconosciuto, un altro animale, una visita dal veterinario.
- Il dolore: un gatto che soffre, ad esempio a causa dell’artrosi o dei denti, può reagire quando viene toccato.
- Il gioco mal incanalato: frequente nei gatti giovani cresciuti senza fratelli o sorelle o che si annoiano.
- Sovrastimolazione durante le carezze: alcuni gatti non sopportano bene di essere accarezzati a lungo.
- L'aggressività deviata: il tuo gatto vede un altro gatto dalla finestra, non riesce a raggiungerlo e se la prende con te o con un altro gatto.
- Il territorio: l’arrivo di un nuovo animale o di una nuova persona, un trasloco.
- Un’abbandonata o una mancanza di contatti quando era un gattino.
- L'età, che può rendere un gatto meno paziente.
Come interpretare i segnali del tuo gatto
Il tuo gatto ti avverte quasi sempre prima di attaccare. Imparare a interpretare i suoi segnali significa evitare molti graffi.
- Un gatto pronto ad attaccare: pupille dilatate, orecchie appiattite all’indietro, pelo dritto, dorso inarcato, coda che sferza l’aria.
- Un gatto spaventato: orecchie appiattite ai lati, baffi incollati alle guance, coda nascosta sotto il corpo, corpo rannicchiato a terra.
Quando noti questi segnali, lascialo stare. Non cercare di abbracciarlo né di rassicurarlo con la forza.
I giusti comportamenti nella vita di tutti i giorni
- Non punirlo mai fisicamente. La punizione aumenta la paura e può aggravare l’aggressività.
- Evita le situazioni che scatenano i suoi attacchi e non forzare i contatti.
- Rispetta i suoi limiti quando lo accarezzi: smetti prima che si innervosisca.
- Gioca con lui ogni giorno usando un bastoncino con delle piume o un giocattolo tenuto a una certa distanza dalle tue mani, mai con le dita.
- Premi la calma con una breve carezza o un momento di gioco.
- Arricchisci il suo ambiente: tiragraffi, nascondigli, posti di osservazione in alto.
- Introduci un nuovo animale con delicatezza: prima tenendoli separati, poi facendoli annusare a vicenda, infine avvicinandoli gradualmente.
- Non mettere mai la mano tra due gatti che litigano. Usa piuttosto un cuscino o una barriera per separarli.
Quando è necessario rivolgersi a un veterinario?
Se il tuo gatto diventa aggressivo da un giorno all’altro, non si tratta di un capriccio. Un dolore, un problema alla tiroide, un mal di denti o un disturbo neurologico possono modificare il suo comportamento. Ecco perché la prima cosa da fare è fissare un appuntamento dal veterinario, per escludere una causa medica.
Se l'aggressività persiste nonostante i tuoi sforzi, il tuo veterinario potrà indirizzarti verso un veterinario comportamentista. Prima si interviene, più efficace sarà il trattamento. E se è necessario un trattamento, spetta solo a lui decidere.
Forse hai sentito parlare del CBD per gli animali. Si tratta di un argomento oggetto di studio da parte della ricerca veterinaria, ma i risultati sono ancora limitati e al momento non consentono di trarne conclusioni. Per il tuo gatto, la regola è semplice: non dargli mai un prodotto a base di canapa destinato all’uso umano, tieni tutti i tuoi prodotti fuori dalla sua portata e, per la sua salute, lascia che sia il veterinario a decidere. Mama ti spiega il perché nell’articolo «CBD e animali: le precauzioni da conoscere».