Gli ultimi dati sull'impronta di carbonio della coltivazione della canapa
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La canapa viene spesso presentata come una coltura ecologica, ma cosa dicono realmente i dati recenti? Tra l'assorbimento di CO2, il basso impiego di fattori di produzione e la resa agricola, ti presento i dati disponibili che consentono di comprendere meglio l'impronta di carbonio effettiva di questa pianta.
Durante la sua crescita, la canapa è in grado di assorbire circa 9-15 tonnellate di CO2 per ettaro.
La sua coltivazione richiede in genere meno pesticidi, fertilizzanti e acqua rispetto ad alcune colture industriali.
L'impronta di carbonio complessiva dipende anche dalla lavorazione della canapa e dall'uso finale dei prodotti.
La canapa suscita grande interesse nei dibattiti sull'agricoltura sostenibile, a cominciare dalla sua rapida crescita. La canapa può raggiungere diversi metri di altezza in pochi mesi.
Questa rapida crescita permette alla pianta di assorbire una grande quantità di anidride carbonica presente nell'atmosfera.
Le stime scientifiche disponibili indicano che un ettaro di canapa può assorbire circa da 9 a 15 tonnellate di CO2 durante il suo periodo di crescita. Questa capacità è superiore a quella di molte colture agricole tradizionali.
Questo è uno dei motivi per cui la canapa viene talvolta considerata una coltura interessante nell'ambito delle strategie agricole volte a ridurre le emissioni di carbonio.
Anche il ciclo colturale della canapa è piuttosto breve. Nella maggior parte delle regioni, la pianta viene coltivata e raccolta in circa 4-5 mesi.
Questa durata relativamente breve consente agli agricoltori diintegrare la canapa nelle rotazioni agricole. La rotazione delle colture contribuisce a preservare la fertilità del suolo e a limitare alcuni problemi legati alle monocolture. Un ciclo rapido significa anche che la pianta assorbe carbonio in un periodo breve ma intenso.
Il primo indicatore esaminato dai ricercatori riguarda la capacità di una coltura di assorbire l'anidride carbonica.
Per quanto riguarda la canapa, le stime più diffuse indicano che tale assorbimento si colloca tra 9 e 15 tonnellate di CO2 per ettaro durante la crescita. Questo risultato è dovuto a diversi fattori.
La pianta produce molta biomassa, ovvero materia vegetale. Ha inoltre unsistema radicale profondo che favorisce l'assorbimento dei nutrienti e lo stoccaggio del carbonio nel suolo.
Una parte del carbonio assorbito rimane immagazzinata nelle fibre, negli steli e nei semi della pianta.
Questa caratteristica spiega perché la canapa è spesso oggetto di studio nelle ricerche sulle colture in grado di contribuire alla riduzione del carbonio atmosferico.
Quando si confrontano diverse colture agricole, la canapa ottiene spesso buoni risultati.
Alcune stime indicano, ad esempio, che la canapa può assorbire tra 9 e 15 tonnellate di CO2 per ettaro, mentre colture come il mais o il cotone ne assorbono generalmente molto meno.
Questi dati variano ovviamente a seconda del clima, della qualità del suolo e delle pratiche agricole, ma dimostrano che la canapa presenta un potenziale interessante dal punto di vista ambientale.
Bisogna tuttavia prestare attenzione quando si effettuano confronti diretti. L'impronta di carbonio complessiva di una coltura non dipende esclusivamente dall'assorbimento di CO₂ durante la crescita.
Un altro fattore importante nell’impronta di carbonio di una coltura riguarda l'uso di fattori di produzione agricoli.
I fattori di produzione comprendono, in particolare, pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici. La loro produzione e il loro utilizzo possono generare emissioni di gas a effetto serra.
La canapa è naturalmente resistente a numerosi parassiti. Inoltre cresce rapidamente, il che limita la concorrenza con alcune erbacce. In molti casi, gli agricoltori possono quindi ridurre l'uso di pesticidi.
Rispetto ad alcune colture industriali come il cotone, la canapa richiede generalmente meno irrigazione. Il suo apparato radicale profondo gli permette di sfruttare l'acqua presente nel terreno in modo relativamente efficiente.
L'impatto ambientale della canapa dipende anche da come viene utilizzata la pianta dopo il raccolto.
Quando le fibre di canapa vengono utilizzate per produrre materiali durevoli, una parte del carbonio assorbito durante la crescita rimane immagazzinata in questi prodotti.
Ciò vale in particolare per alcuni materiali da costruzione a base di canapa. Ricerche recenti dimostrano che alcuni materiali, come il calcestruzzo di canapa, possono avere un'impronta di carbonio molto bassa, o addirittura negativa in determinate condizioni.
La canapa presenta un altro vantaggio: quasi tutte le parti della pianta possono essere utilizzate.
Le fibre trovano impiego nel settore tessile o nei materiali a base biologica. I semi possono essere utilizzati nell'alimentazione. I fiori CBD vengono impiegati nei prodotti per il benessere, in particolare per l'estrazione del CBD.
Questa versatilità consente di valorizzare gran parte della biomassa prodotta. Quando l'impianto viene utilizzato in modo completo, è possibile ridurre l'impatto ambientale per prodotto finale.