Il rinnovamento della canapa tessile: dal campo all'abbigliamento etico
|
|
Tempo di lettura 4 min
Il vostro carello è vuoto
Continua gli acquistiAvete un account?
Effettuate il login per pagare più velocemente.
Il tuo carello
|
|
Tempo di lettura 4 min
CONTENUTI
No, la canapa non serve solo a produrre CBD ! Questa pianta magica ha vestito l'umanità per molto tempo prima di essere dimenticata. Oggi sta tornando alla ribalta nella moda etica. E ti spiegherò perché si tratta di una (ri)nascita piena di buon senso.
Prima di essere associata al CBD o al relax, la canapa era soprattuttouna materia prima essenziale. Per secoli, la canapa e i suoi utilizzi sono stati al servizio dell'umanità. È stato utilizzato per fabbricare corde, vele, tele e indumenti resistenti e durevoli. In Europa faceva parte della vita quotidiana. Veniva coltivato in tutto il continente, dal sud Italia valle del Danubio.
Le fibre di canapa erano apprezzate per la loro eccezionale resistenza e durata nel tempo.
I marinai lo adoravano per fabbricare le loro vele e le loro corde che resistevano ai venti e alle tempeste. E per i contadini era una pianta miracolosa che cresceva rapidamente, senza richiedere troppa acqua o prodotti chimici.
Ma nel XIX secolo tutto è cambiato. Il cotone, importato dalle colonie, più morbido e più facile da lavorare a macchina, ha gradualmente sostituito la canapa. E con l'ascesa della petrolchimica, le fibre sintetiche hanno invaso gli armadi: poliestere, nylon, elastan... Insomma, materiali meno costosi, ma disastrosi per il pianeta.
La canapa cadde quindi nell'oblio. Fu anche vittima di un doppio pregiudizio, essendo considerata troppo rustica per la moda moderna e troppo simile alla cannabis per le menti timorose. Una pianta così virtuosa, scartata per ragioni sbagliate.
La canapa tessile moderna non è più la tela rigida di un tempo. Le tecniche di filatura si sono modernizzate, rendendo la fibra più morbida, traspirante e piacevole da indossare.
Si possono realizzare jeans, camicie, felpe, abiti... insomma, tutto ciò che ci piace indossare quotidianamente, ma in versione etica.
E soprattutto, questa fibra ha tutto ciò che serve per piacere:
La canapa è quindi un materiale antico ma anche proiettato verso il futuro. E i creatori non si sbagliano. Numerosi marchi etici stanno riportando questa fibra al centro delle loro collezioni.
Marchi come Patagonia, Knowledge Cotton Apparel, Hempage o marchi francesi come 1083 o La Gentle Factory utilizzano già la canapa per le sue qualità ecologiche ed estetiche.
Ma non è solo una questione di tendenza. È anche una rivoluzione tessile. Perché scegliere la canapa significa rifiutare il consumo eccessivo, l'inquinamento e il lavoro precario. Significa, in definitiva, preferire un capo di abbigliamento che abbia un senso, un significato profondo e che sia rispettoso.
Oggi la canapa si impone come pilastro dell'agricoltura sostenibile. La sua coltivazione rigenera i terreni, limita l'erosione e contribuisce persino a bonificare alcuni terreni.
Inoltre, la sua versatilità è incredibile: i semi vengono utilizzati per l'alimentazione, gli steli per i tessuti o la carta e i fiori alla produzione di CBD. Nulla va perso, tutto viene trasformato. È una delle poche colture di cui è possibile utilizzare il 100% della materia.
Nel mondo della moda, questa efficienza ispira nuove pratiche. I marchi cercano di ridurre la loro impronta di carbonio e di rilocalizzare la loro produzione. La canapa permette proprio questo, perché cresce rapidamente e vicino a noi, e non richiede quasi nulla per crescere.
Anche le nuove tecnologie tessili hanno contribuito al suo ritorno. Grazie a processi di filatura più raffinati e a miscele con cotone biologico o lino, oggi si ottengono tessuti morbidi, soffici ed eleganti. È finita l'era della canapa ruvida dei nostri nonni!
E il piccolo extra? È termoregolatore: mantiene il calore in inverno e rimane fresco in estate.
Ma questa rinascita non si limita alla tecnica. È anche filosofica. Scegliendo la canapa, la moda adotta una logica di filiera corta, etica e trasparenza. I consumatori, dal canto loro, riscoprono una fibra che unisce benessere, stile e responsabilità.
Il ritorno della canapa è un po' come un ritorno a casa. Si riscopre un materiale che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi, ma che avevamo dimenticato nella nostra corsa verso la novità.