campi di canapa CBD

Il rinnovamento della canapa tessile: dal campo all'abbigliamento etico

Scritto da : Benjamin Poirel Nadal

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Tempo di lettura 4 min

No, la canapa non serve solo a produrre CBD ! Questa pianta magica ha vestito l'umanità per molto tempo prima di essere dimenticata. Oggi sta tornando alla ribalta nella moda etica. E ti spiegherò perché si tratta di una (ri)nascita piena di buon senso.


Cose da ricordare

  • La canapa ha una storia millenaria nel settore tessile, prima di essere sostituita dal cotone e dalle fibre sintetiche.
  • Oggi torna in auge come materiale ecologico e sostenibile, perfetto per una moda più responsabile.
  • La sua coltivazione locale e poco inquinante affascina i creatori impegnati di tutto il mondo.

Dall'abbigliamento ancestrale all'oblio industriale


Prima di essere associata al CBD o al relax, la canapa era soprattuttouna materia prima essenziale. Per secoli, la canapa e i suoi utilizzi sono stati al servizio dell'umanità. È stato utilizzato per fabbricare corde, vele, tele e indumenti resistenti e durevoli. In Europa faceva parte della vita quotidiana. Veniva coltivato in tutto il continente, dal sud Italia valle del Danubio.


Le fibre di canapa erano apprezzate per la loro eccezionale resistenza e durata nel tempo.


I marinai lo adoravano per fabbricare le loro vele e le loro corde che resistevano ai venti e alle tempeste. E per i contadini era una pianta miracolosa che cresceva rapidamente, senza richiedere troppa acqua o prodotti chimici.


Il declino rispetto al cotone e alle fibre sintetiche


Ma nel XIX secolo tutto è cambiato. Il cotone, importato dalle colonie, più morbido e più facile da lavorare a macchina, ha gradualmente sostituito la canapa. E con l'ascesa della petrolchimica, le fibre sintetiche hanno invaso gli armadi: poliestere, nylon, elastan... Insomma, materiali meno costosi, ma disastrosi per il pianeta.


La canapa cadde quindi nell'oblio. Fu anche vittima di un doppio pregiudizio, essendo considerata troppo rustica per la moda moderna e troppo simile alla cannabis per le menti timorose. Una pianta così virtuosa, scartata per ragioni sbagliate.

fiori ed estrazione di CBD

Il grande ritorno della canapa nella moda responsabile


La canapa tessile moderna non è più la tela rigida di un tempo. Le tecniche di filatura si sono modernizzate, rendendo la fibra più morbida, traspirante e piacevole da indossare.


Si possono realizzare jeans, camicie, felpe, abiti... insomma, tutto ciò che ci piace indossare quotidianamente, ma in versione etica.


Perché la canapa affascina la moda etica?


E soprattutto, questa fibra ha tutto ciò che serve per piacere:

  • È ecologica: la canapa cresce senza fertilizzanti chimici, senza pesticidi e richiede quattro volte meno acqua rispetto al cotone.
  • È locale: può essere coltivata in Italia, Portogallo o Germania, senza bisogno di importarla dall'altra parte del mondo.
  • È biodegradabile: quando il tuo capo di abbigliamento arriva alla fine del suo ciclo di vita, torna semplicemente alla terra.

La canapa è quindi un materiale antico ma anche proiettato verso il futuro. E i creatori non si sbagliano. Numerosi marchi etici stanno riportando questa fibra al centro delle loro collezioni.


Marchi impegnati che danno l'esempio


Marchi come Patagonia, Knowledge Cotton Apparel, Hempage o marchi francesi come 1083 o La Gentle Factory utilizzano già la canapa per le sue qualità ecologiche ed estetiche.


Ma non è solo una questione di tendenza. È anche una rivoluzione tessile. Perché scegliere la canapa significa rifiutare il consumo eccessivo, l'inquinamento e il lavoro precario. Significa, in definitiva, preferire un capo di abbigliamento che abbia un senso, un significato profondo e che sia rispettoso.

Una fibra verde al centro di un futuro sostenibile


Una cultura esemplare per il pianeta


Oggi la canapa si impone come pilastro dell'agricoltura sostenibile. La sua coltivazione rigenera i terreni, limita l'erosione e contribuisce persino a bonificare alcuni terreni.


Inoltre, la sua versatilità è incredibile: i semi vengono utilizzati per l'alimentazione, gli steli per i tessuti o la carta e i fiori alla produzione di CBD. Nulla va perso, tutto viene trasformato. È una delle poche colture di cui è possibile utilizzare il 100% della materia.


Nel mondo della moda, questa efficienza ispira nuove pratiche. I marchi cercano di ridurre la loro impronta di carbonio e di rilocalizzare la loro produzione. La canapa permette proprio questo, perché cresce rapidamente e vicino a noi, e non richiede quasi nulla per crescere.


Quando innovazione e tradizione si incontrano


Anche le nuove tecnologie tessili hanno contribuito al suo ritorno. Grazie a processi di filatura più raffinati e a miscele con cotone biologico o lino, oggi si ottengono tessuti morbidi, soffici ed eleganti. È finita l'era della canapa ruvida dei nostri nonni!


E il piccolo extra? È termoregolatore: mantiene il calore in inverno e rimane fresco in estate.


Una filiera locale e solidale


Ma questa rinascita non si limita alla tecnica. È anche filosofica. Scegliendo la canapa, la moda adotta una logica di filiera corta, etica e trasparenza. I consumatori, dal canto loro, riscoprono una fibra che unisce benessere, stile e responsabilità.


Il ritorno della canapa è un po' come un ritorno a casa. Si riscopre un materiale che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi, ma che avevamo dimenticato nella nostra corsa verso la novità.

Benjamin Poirel-Nadal

Articolo scritto da Benjamin Poirel-Nadal

Appassionata di benessere naturale e di piante dalle molteplici virtù, da diversi anni esploro i benefici del CBD e delle sue diverse forme.


Il mio obiettivo? Condividere con voi informazioni chiare, opinioni oneste e consigli pratici per aiutarvi a integrare la CBD nella vostra vita quotidiana con fiducia e tranquillità.