Rifilatura a mano o a macchina: migliora la qualità dei fiori di CBD
|
|
Tempo di lettura 4 min
Il vostro carello è vuoto
Continua gli acquisti0 articolo
Ancora 69,00 € e la spedizione è gratuita!
Già acquistati: cartine + campioni
|
|
Tempo di lettura 4 min
CONTENUTI
Quando acquisti del CBD, spesso presti attenzione al contenuto di cannabinoidi o all'aspetto dei fiori. Tuttavia, c'è un dettaglio meno evidente che influisce notevolmente sulla qualità finale: la rifinitura. Questa fase post-raccolta riveste un ruolo fondamentale per l'aspetto, gli aromi e la conservazione dei fiori.
La potatura consiste nel rimuovere le foglie che circondano i fiori.
La potatura manuale preserva maggiormente i terpeni, i tricomi e la struttura naturale delle cime.
La rifilatura meccanica è più veloce, ma può comportare una maggiore perdita di resina e di aromi.
Dopo il raccolto, le piante di canapa non assomigliano ancora ai fiori di CBD che si trovano nei negozi. Le cime sono circondate da numerose foglie che devono essere rimosse prima della commercializzazione.
Esistono due tipi di foglie. Le foglie a ventaglio sono le grandi foglie caratteristiche della canapa. Contengono pochissimi tricomi e vengono generalmente rimosse al momento del raccolto. Le foglie zuccherine sono più piccole e crescono direttamente attorno ai fiori. Sono ricoperte di resina e tricomi, ma la loro presenza eccessiva può alterare l’aspetto finale del prodotto.
Il trimming consiste proprio nel rimuovere queste foglie per mettere in risalto il fiore stesso.
Una volta completate le fasi principali della coltivazione della canapa, si passa alla sfoltitura.
Ma attenzione: la potatura non serve solo a rendere i fiori più belli. Questa operazione influisce su diversi fattori importanti, quali:
L'aspetto visivo del prodotto finale;
La quantità di tricomi conservati;
Il profilo aromatico;
La morbidezza al palato;
La qualità di conservazione.
Un fiore potato correttamente presenta in genere una maggiore densità visiva, meno materiale vegetale superfluo e una maggiore concentrazione delle parti più pregiate.
Il trimming a umido, noto anche come “wet trim”, viene effettuato immediatamente dopo la raccolta.
A questo punto, la pianta contiene ancora una notevole quantità d’acqua. Le foglie sono rigide e facili da maneggiare, il che semplifica notevolmente il lavoro degli operatori.
Questo metodo accelera il processo di essiccazione poiché, rimuovendo rapidamente le foglie, l’umidità viene eliminata più facilmente.
Tuttavia, alcuni produttori ritengono che questa essiccazione più rapida possa favorire la perdita di alcuni terpeni particolarmente volatili.
Il trimming a secco, o dry trim, avviene dopo la fase di essiccazione. I fiori vengono generalmente lasciati appesi per un periodo compreso tra sette e quattordici giorni prima della lavorazione finale.
Le foglie si arricciano progressivamente attorno alle cime, il che rende la taglio più complesso e più lungo.
Questo metodo richiede più tempo e precisione, ma è spesso preferito dai produttori artigianali che puntano a una qualità eccellente.
L'essiccazione lenta permette ai terpeni di stabilizzarsi meglio nei fiori e favorisce una maturazione più graduale del prodotto.
Per questo motivo, molti artigiani considerano ancora oggi il “dry trim” come il punto di riferimento in termini di qualità.
La rifinitura manuale è un lavoro estremamente minuzioso. Il rifinitore utilizza solitamente delle forbici con punte arrotondate e lavora ogni fiore singolarmente. Rimuove gradualmente le foglie di zucchero seguendo la forma naturale del bocciolo.
Questo metodo permette di adattare ogni gesto alla morfologia del fiore.
Con questo metodo è possibile preservare meglio i tricomi. Poiché le cime subiscono pochissime manipolazioni meccaniche, i tricomi rimangono maggiormente attaccati alla loro superficie.
La rifinitura manuale rrispetta maggiormente la struttura naturale del fiore. I fiori appaiono spesso più voluminosi, più dettagliati e più naturali.
Un trimmer esperto lavora in genere tra i 50 e i 100 grammi di fiori secchi all’ora, a seconda della densità delle cime. Su larga scala, ciò comporta un costo di manodopera significativo.
Il lavoro è anche impegnativo dal punto di vista fisico. I movimenti ripetitivi sollecitano fortemente i polsi, le mani e gli avambracci.
Infine, il risultato dipende direttamente dalla competenza di ciascun produttore.
I fiori vengono inseriti in un sistema rotante composto da tamburi, griglie o lame. Il movimento rotatorio provoca lo sfregamento dei boccioli contro le superfici di taglio. Le foglie che sporgono dal fiore vengono progressivamente rimosse.
I modelli più diffusi utilizzano tamburi a rete che consentono ai fogli di passare attraverso una griglia prima di essere tagliati.
Mentre un operatore manuale lavora poche decine di grammi all’ora, una macchina può trattarne diversi chilogrammi nello stesso lasso di tempo.
I movimenti meccanici generano un attrito significativo che può staccare una parte dei tricomi presenti sulla superficie dei fiori. Una parte della resina rimane quindi sulle pareti della macchina anziché sui bud.
Questa perdita non rende i fiori di scarsa qualità, ma può influire sulla loro ricchezza visiva e aromatica.
Le vibrazioni, gli attriti e il leggero calore generato durante la rifinitura meccanica possono favorire la volatilizzazione di una parte delle molecole più sensibili.